Il campo primario di attività di Vito Noto è il disegno industriale. Tuttavia, da designer, Noto applica un metodo consolidato per indagare anche (e, a volte, soprattutto) gli aspetti percettivi, visivi e comunicativi degli oggetti e dei processi produttivi. La forma deve quindi tener conto degli aspetti costruttivi e funzionali, ma anche della codificazione di sistemi di identità (per il prodotto e il produttore) e di dispositivi informativi, comunicativi e di sicurezza per l’utente o per il lavoratore. La complessità del design, secondo Vito Noto, muove quindi da un percorso molto più articolato, dove la morfologia è il risultato ultimo di un ampio spettro di input e di domande poste al progetto con risultati sorprendenti, dove cromia, forma ed ergonomia trovano una sintesi. Vito Noto ha donato l’intero suo archivio, formato da oltre diecimila materiali di cui molti modelli e prototipi e da un’ampia serie di volumi, al m.a.x. museo.
Vito Noto nasce a Ragusa, in Sicilia, nel 1955. All’età di tre anni emigra in Svizzera, nell’Emmental, vicino a Lucerna e in seguito nel Cantone Ticino, dove inizia gli studi come disegnatore edile presso lo studio Dolf Schnebli e Associati. Si iscrive alla Scuola Politecnica del Design di Milano, diretta da Nino Di Salvatore, membro del Movimento per l’Arte Concreta (MAC); e così, nel 1974, intraprende gli studi in industrial design. Fra i rinomati designer italiani suoi insegnanti figurano Alberto Rosselli, Isao Hosoe, Narciso Silvestrini, Bruno Munari, Max Huber, Achille Castiglioni, Bob Noorda, Gillo Dorfles. Terminati gli studi, nel 1976 compie un lungo viaggio in India. Negli anni seguenti si trasferisce a Parigi per iniziare l’attività nel 1979 per la Endt-Fulton Partner. Nel 1982 trasloca definitivamente in Ticino, dove apre il proprio studio a Cadro e avvia collaborazioni con grandi aziende svizzere e internazionali. Nel 1984 WMF lo incarica di sviluppare un nuovo concetto di tavola imbandita per l’avvento del nuovo millennio, il cui risultato porta alla progettazione del centrotavola “Cono”. A partire da metà degli anni Ottanta comincia la collaborazione con Hamilton, per cui disegna prodotti negli ambiti labo-medicale fino al 2008. L’armadio di stoccaggio verticale “Listamat”, per l’azienda Lista, viene premiato all’IF Industrie Forum Design Hannover nel 1990. Nel 1988 Vito Noto viene incluso nel secondo indice stilato dalla SID (Società Italiana Design). Nel contempo, inizia a interessarsi a nuovi linguaggi: si dedica alla produzione di orologi da parete, fondando il marchio ®Perditempo, per il quale sviluppa concetti di lettura alternativi caratterizzati da orologi con lancette che scorrono al contrario, quadranti che indicano le 24 ore oppure dotati di una lancetta unica. In questi anni, vari progetti vengono segnalati per il Premio Compasso d’oro. Nel 1995 Vito Noto viene insignito del Design Preis Schweiz con il progetto “F.A.M.E.”, microlaboratorio disegnato per Hamilton. Numerose anche le collaborazioni che caratterizzano la seconda metà degli anni Novanta e i primi anni Duemila – per macchinari e immagine aziendale – tra le quali con ABA Almedica, Stäubli, Eisen (per cui sviluppa, tra gli altri, i modelli “Tetraedro”, “Wow”, “Trendy”), Stäubli Schönherr. Nel 2005 inizia la sua produzione di design di francobolli per La Posta Svizzera e il Liechtenstein. Nel 2006 viene annoverato nella rosa dei 25 designer svizzeri pubblicati nel volume DESIGNsuisse, curato da SRG SSR idée suisse con la collaborazione di Hochparterre. Fra il 2007 e il 2009, in collaborazione con La Posta Svizzera, Pro Patria e la fondazione ViaStoria dell’Università di Berna, realizza per ogni anno le tre serie dedicate agli itinerari culturali svizzeri. Nel 2011, i 6 valori postali per il Principato del Liechtenstein dal titolo “Energie alter-native” ottengono la menzione tra i migliori 10 francobolli al mondo. Nel 2020 riceve il premio Golden A’Design Awards per l’orologio da polso “Giorno/Notte” da ventiquattr’ore di Perditempo e il caminetto a bioetanolo “Piro”. Vito Noto vive a Cadro, dove ha il suo studio.
Opere dell’autore in collezioni istituzionali: Museum für Gestaltung, Zürich; Archivio AIAP, Milano; Centro Internazionale d’Arte e Grafica CIAG, Chiasso.


