L’incontro tra le procedure di controllo della composizione, resa essenziale, e l’abilità a individuare una sintesi, quasi sempre astratta, sono forse le caratteristiche principali della grafica di Heinz Waibl. Il metodo, la costruzione e il controllo dell’insieme vengono spesso praticati attraverso l’uso di metafore e allusioni visive. Il tenace controllo e la riduzione al limite degli elementi con cui svolgere il progetto sono una costante e una peculiarità dell’artista. La parsimonia dell’agire non è mai l’adesione a uno schema, bensì un silenzioso interrogarsi su cosa vale la pena tenere, togliere o aggiungere, per meglio esprimere e far comprendere il progetto e comunicarlo. In mostra sono esposti i manifesti più rappresentativi e alcuni studi per logotipi fra i molti materiali conservati del suo importante archivio donato al m.a.x. museo e alla sua biblioteca.
Heinz Waibl (1931-2020), allievo e giovane collaboratore di Max Huber, durante la sua lunga carriera di oltre sessant’anni, ha avuto modo di lavorare con nomi illustri del design: da Albe Steiner a Bruno Munari, da Achille e Pier Giacomo Castiglioni a Giulio Cittato, da Massimo Vignelli a Luigi Massone. Inizia come praticante nello studio di Huber a Milano, realizzando grafiche per la Standa, esecutivi per i manifesti de la Rinascente, per Gasparotto, Innocenti e per Borsalino. Nell’agosto 1955 sposa la grafica Agnese (Nene) Donatelli a Milano e Max Huber è il testimone di nozze. L’anno successivo riceve il Compasso d’oro, la Rinascente, segnalazione d’onore per il progetto Scaffaletto Jolly di produzione Artform. A cavallo fra il 1967 e il 1971 Massimo Vignelli lo incoraggia a raggiungerlo a Chicago per lavorare per la Unimark International Design and Marketing Company. Negli USA Waibl realizza importanti campagne per aziende. Si trasferisce poi per un breve periodo a New York e lavora anche un anno per la Unimark International a Johannesburg in Sudafrica, prima di rientrare in Europa, dove si trasferisce definitivamente nel 1971. Nel 1974 viene proposto dall’allora presidente Franco Grignani e da Walter Ballmer quale membro della prestigiosa AGI-Alliance Graphique Internationale, divenendo poi presidente del comitato italiano dal 1994 al 2003. Sempre nel 1974 fonda a Milano con Laura Micheletto, lo Studio Signo, che ottiene subito un grande successo, realizzando immagini coordinate, marchi, logotipi, pubblicazioni, packaging e manifesti per istituzioni culturali e committenze di rilievo.
Fra le numerosissime collaborazioni si ricordano Venini Venezia (1978), la mostra di Franco Grignani (Milano 1984), Regione Emilia Romagna (1985), Norditalia assicurazioni (Milano 1987), PubliSer (Empoli 1987-1988), Canale 5 TeleMike (Milano 1987), Fondazione Pro Juventute Don Carlo Gnocchi (1987), Museo archeologico e della ceramica Montelupo Fiorentino (1988), Azienda consorziale Acqua e Gas (Prato 1989), Palazzo della Marmora (Biella 1989), ADI Associazione Disegno Industriale (Milano 1990), Mazzucchelli (Castiglione Olona 1990), BTicino (1992), Provincia di Biella (1995-1996), Museo Archeologico La Civitella (Chieti 1998), Ministero dei beni culturali e ambientali Soprintendenza Archeologica dell’Abruzzo (Chieti 1998-1990).
Oltre alla lunga collaborazione con gli architetti Castiglioni per gli allestimenti degli stand realizzati per BTicino e Intel del 1985/1987/1989, lo Studio Signo realizza l’immagine coordinata di numerosi ambienti commerciali e non, e la segnaletica interna ed esterna di stand fieristici. Nel 1992 Heinz Waibl si trasferisce da Milano a Schio (Vicenza), dove morirà nel 2020.
Opere dell’autore in collezioni istituzionali: Museum für Gestaltung, Zürich; Archivio AIAP, Milano; Centro Internazionale d’Arte e Grafica CIAG, Chiasso.


