OLIVIER MOSSET – JOHN ARMLEDER. Esplorazioni artistiche: Toblerones e Thé
Mostre
13.09.2026—18.10.2026
I percorsi di ricerca dei due artisti svizzeri Olivier Mosset e John Armleder – tanto diversi e tanto affini per il loro articolato ambito sperimentale – raggiungono esperienze salienti da qualificarli come dei veri e propri “capiscuola” nel panorama contemporaneo internazionale. Se di solito un’esposizione precede la pubblicazione che la accompagna, in questo caso il progetto nasce da due libri d’artista pubblicati nel 2026 da ebs, Berna: The Toblerones di Olivier Mosset e Le Livre du Thè di John Armleder. L’esposizione allo Spazio Officina del Centro Culturale Chiasso si sviluppa a partire da queste due pubblicazioni, rendendo in qualche modo percepibile i differenti approcci concettuali dei due artisti. Olivier Mosset, nato a Berna nel 1944, è una figura chiave dell’arte contemporanea internazionale. Fin dai suoi esordi a Parigi negli anni Sessanta, l’artista si lega al Nouveau Réalisme e fonda lo storico collettivo d’avanguardia BMPT insieme a Daniel Buren, Michel Parmentier e Niele Toroni. Lavorando come assistente per Jean Tinguely e Niki de Saint-Phalle, entra in contatto con Daniel Spoerri, che lo introduce alla lezione del ready-made di Marcel Duchamp. Nel 1977 Mosset si trasferisce a New York, dove contribuisce a ridefinire la pittura analitica americana fondando il movimento della Radical Painting. Le riflessioni del gruppo di cui fa parte sfoceranno nelle mostre New Abstraction (1983) e Radical Painting (1984). Pur mantenendo la propria autonomia, stringe forti legami con gli esponenti della corrente Neo-Geo e collabora intensamente con maestri del calibro di Peter Halley, Helmut Federle e John M. Armleder (quest’ultimo lo invita a presentare una rampa da skateboard alla Biennale di Lione del 1983). Mosset inizia poi a creare strutture geometriche monumentali che sfidano il confine tra superficie e oggetto. Nascono così le sue celebri installazioni all’aperto e i Tobleroni: grandi solidi in cemento che evocano la forma del famoso cioccolato svizzero, ma che in realtà replicano le barriere militari anticarro utilizzate dall’esercito elvetico. Affascinato dalla loro struttura geometrica, a partire dal 1994 l’artista ha iniziato a riprodurli utilizzando materiali volutamente fragili come il cartone, il legno e il ghiaccio. In questo percorso di ricerca si inserisce la serie di dodici Tobleroni esposta.
John M. Armleder nasce a Ginevra nel 1948, esordisce come artista performativo nell’ambito del movimento Fluxus. Fonda nel 1969 il Groupe Ecart, contribuendo a introdurre figure di rilievo come Joseph Beuys e Andy Warhol sulla scena europea. Negli anni Ottanta sviluppa le Furniture Sculptures unendo il concetto di ready-made duchampiano alla casualità teorizzata da John Cage. Pur non amando le etichette, John M. Armleder viene spesso associato al movimento artistico Neo-Geo. Fin dai suoi esordi, l’artista ha sviluppato una forte sensibilità per il dialogo e la vita quotidiana e dagli anni Novanta ha fatto suo il concetto di incontro sociale come parte integrante del processo creativo. Ispirandosi all’idea di scambio introdotta da Joseph Beuys, Armleder ha trasformato il piacere di bere il tè in un rituale collettivo e condiviso, scegliendo di conservare le tovagliette di carta macchiate casualmente dal thè offerto ai suoi ospiti ed elevandole a vera e propria manifestazione artistica. L’assemblaggio di queste carte diventa così un racconto sorprendente che richiama la tradizione familiare dell’accoglienza, dato che l’artista è figlio dei proprietari dello storico hotel Le Richemond di Ginevra. Nella loro veste contemporanea, queste carte da tè si trasformano in profonde esplorazioni artistiche: custodi silenziose di conversazioni, incontri e momenti condivisi, conservati come testimonianza per il futuro.
Mostra a cura di Susanne Bieri, Nicoletta Ossanna Cavadini
da domenica 13 settembre a domenica 18 ottobre 2026


