L’approccio alla grafica e alla pubblicità di Franco Grignani è stato quello della sperimentazione, della volontà di esprimere la pulsione della comunicazione con il dinamismo della pagina e della scrittura, con la manipolazione fotografica e la ricerca percettiva. Doti uniche, queste, e già manifestate durante la sua presenza nelle fila del secondo Futurismo italiano. Ma forse il culmine di queste prove di abilità sta nei lavori per Dompé e soprattutto per Alfieri & Lacroix, per i quali Franco Grignani ha inventato una innovativa forma di corporate image. Con tantissimi annunci istituzionali ha infatti dato vita a un’immagine inconfondibile, grazie al suo pionieristico lavorio sperimentale, dove la ricerca artistica si fonde con la progettazione grafica. Sono esposti in mostra proprio gli annunci pubblicitari originali elaborati per Alfieri & Lacroix, per Dompé e per la rivista Bellezza d’Italia, oltre alle meravigliose serigrafie che fanno parte dell’Archivio del m.a.x. museo.
Franco Grignani nasce nel 1908 a Pieve Porto Morone, in provincia di Pavia. Dopo gli studi al Politecnico di Torino (Facoltà di Architettura, a seguito di una iniziale esperienza alla Facoltà di Matematica a Pavia), Grignani si trasferisce a Milano, dove si dedica alla progettazione di aree espositive e al graphic design: lavora, tra gli altri, per Fiat, Editoriale Domus e Borletti. Durante la Seconda guerra mondiale è docente in un corso di avvistamento aereo, esperienza che influenza le sue ricerche sulla percezione visiva. Nel 1942 sposa Jeanne Michot, che lo affiancherà nella realizzazione di grandi campagne pubblicitarie per Pirelli, Montecatini, Zignago, Necchi e molti altri. Alla sperimentazione artistica, arricchita dalle sue esperienze fotografiche, affianca l’attività di graphic designer, che si rivela la fonte di reddito fondamentale per finanziare la sua ricerca.
Negli anni Cinquanta inizia una lunghissima collaborazione con Alfieri & Lacroix; diventa art director della rivista Bellezza d’Italia, house organ della Dompé, di cui seguirà anche la comunicazione. È selezionatore, impaginatore e autore delle copertine di “Pubblicità in Italia”. Nel periodo del pieno sviluppo economico italiano, Grignani lavora come grafico per la grande committenza: disegna marchi per clienti quali Pirelli, Arnoldo Mondadori Editore, Fiat, Ermenegildo Zegna (tra cui Camiceria Cinquini di Bergamo, Chemi, Galleria Peccolo di Livorno, Montesud, Solo Seta Sempre Seta, Aerhotel, Breda Nardi, Ceramiche Falcinelli, Centro Cultura Giancarlo Puecher, Galleria S. Fedele) e cura campagne pubblicitarie. Realizza centinaia tra annunci e pubblicità sul tema dell’arte della stampa, che rimarranno tra i capolavori della grafica italiana. Nel contempo continua a progettare allestimenti fieristici, come il Padiglione ACNA alla Fiera di Milano del 1955. Nella seconda metà degli anni Sessanta, con Giulio Confalonieri, Silvio Coppola, Bruno Munari e Pino Tovaglia fa parte di Exhibition Design, un gruppo di ricerca antesignano per il disegno industriale italiano, con cui progetta prodotti e oggetti di serie: dalle ceramiche Cilsa ai primi oggetti di design di Alessi, a tessuti per Driade e Tessitura Mompiano. Nel 1975 realizza una mostra alla Rotonda della Besana: verranno esposte più di 150 opere.
L’altissima qualità visiva delle sue opere è confermata da numerosi premi e riconoscimenti internazionali. Suoi lavori sono presenti nelle collezioni del MoMA di New York, dello Stedelijk Museum di Amsterdam, del Museo dell’Arte Moderna di Varsavia, del Victoria and Albert Museum di Londra.
Franco Grignani si spegne a Milano il 20 febbraio 1999.
Opere dell’autore in collezioni istituzionali: Stedelijk Museum, Amsterdam; Archivio MoMA, New York; Archivio CSAC, Parma; Museum für Gestaltung, Zürich; Archivio AIAP, Milano; MUFOCO Museo della Fotografia Contemporanea, Cinisello Balsamo; Centro Internazionale d’Arte e Grafica CIAG, Chiasso.


