Giuliano Togni. Arte e incisione estroflessa e introflessa
Mostre
23.05.2027—11.07.2027
La mostra antologica dedicata a Giuliano Togni (Milano, 1942) propone una selezione di un’ottantina di opere che rendono omaggio al suo percorso artistico e stilistico, caratterizzato dall’abilità di ricorrere a diverse tecniche: dal disegno e all’incisione, alla pittura con acrilici a spruzzo, alla tridimensionalità e la plasticità, fino alle opere estroflesse e introflesse di grandi dimensioni, ricerca, quest’ultima, avviata negli anni Duemila. La mostra dedica uno spazio particolare proprio a questa tipologia di opere, dove la superficie della tela viene modellata e poi inserita in pannelli di legno laccati per dare movimento, luce e consistenza fisica al soggetto dell’opera astratta.
Togni è un artista che, in oltre sessant’anni di attività, ha saputo sviluppare una ricerca complessa, muovendosi tra astrazione e memoria, avendo ben presenti i principi fondativi della classicità greca come misura, proporzione e armonia, ma anche il fascino delle antiche civiltà mesopotamiche.
Nato a Milano il 3 agosto 1942, da genitori valsoldesi – il padre di Castello e la madre di Albogasio – Togni frequenta dapprima i corsi della Scuola Centro Scolastico Industrie Artistiche di Lugano e poi, con borsa di studio, l’Accademia di Belle Arti di Parigi (1963-1965) e l’Accademia delle Belle Arti di Roma (1965-1966). Nel corso degli anni, alle numerose mostre personali e collettive in Svizzera e all’estero, affianca l’attività di docente presso il Centro Scolastico Industrie Artistiche di Lugano (CSIA) e un impegno istituzionale decennale come presidente della sezione ticinese della Società Pittori e Architetti svizzeri (oggi Visarte).
Tra le sue numerose opere si ricordano la Via Crucis a Bosco Luganese (1961-1962, in collaborazione con Pier Luigi Alberti), la decorazione ceramica della Casa dei bambini del Ronchetto a Lugano (1969), l’affresco La val di Bur a Comologno (1973) e quello sul Monte Bré (1997). Vive e lavora nel suo Atelier di Origlio.
Mostra a cura di Dalmazio Ambrosioni ed Eleonora Castagnetta Botta



