m.a.x. museo

Mostre

05.03.2023—10.09.2023

L’esposizione su Orio Galli si inserisce nel filone della “grafica contemporanea”. Il m.a.x. museo di Chiasso presenta la prima mostra antologica della cinquantennale carriera del designer Orio Galli (1941), grafico, pittore, illustratore, calligrafo e disegnatore satirico che ha saputo usare un registro linguistico personale volto a una ricerca estetica non disgiunta da un impegno etico e sociale. La cifra grafica di Galli sta nella continua dialettica fra segno libero e segno strutturato, fra informalità e geometria, tra improvvisazione e disciplina. La passione per la calligrafia e la gestualità porta Orio Galli a dare ai suoi lavori grafici una impronta spesso pittorica, con forte sensibilità cromatica.

La mostra ripercorre l’iter creativo e professionale dell’artista, mostrando il processo ideativo dal quale sono scaturiti i progetti che hanno caratterizzato la sua notevole carriera che riguarda la creazione di manifesti, corporate identity, logo studiati per le imprese, stemmi per i Comuni del Cantone Ticino oltre che stampati ufficiali per la Confederazione elvetica, dépliant e brochure per enti turistici. In mostra sono esposti, organizzati in un criterio tematico-cronologico, oltre trecento pezzi fra schizzi, bozzetti, disegni acquerellati, carte intestate, manifesti, cartoline, pubblicazioni varie e libri d’artista. Orio Galli lega il suo nome al manifesto Ticino: terra d’artisti (1984), ma ricordiamo anche il premiato “cartellone pubblicitario” per il caffè Moretto (1970). Vince due volte il concorso de “I più bei libri svizzeri”, e grazie alla sua lunga collaborazione con l’editore Armando Dadò molte delle copertine dei suoi libri ottengono menzioni. Riceve inoltre nel 1977 il premio per il miglior prospetto turistico per le Processioni storiche di Mendrisio. Molti sono gli elaborati grafici svolti per la Confederazione, dai prospetti di votazione ai manifesti per il 700esimo.

Tutto il corposo archivio grafico di Orio Galli è stato donato al m.a.x. museo: le opere sono quindi entrate a far parte della collezione d’arte del Centro Culturale Chiasso.

Mostra a cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini.