m.a.x. museo

Nel 2010 il m.a.x. museo è divenuto un’istituzione pubblica del Comune di Chiasso, parte del Centro Culturale Chiasso e nello stesso anno è diventato membro dell’ICOM (International Council of Museums). Dal 2020, fa parte della Rete MAM, Musei d’arte del Mendrisiotto.
La missione del m.a.x. museo è quella di divulgare la conoscenza della grafica, del design, della fotografia e della comunicazione visiva, con l’aspirazione di costituire un ponte tra il passato e le nuove generazioni di grafici e di designer.
La sigla m.a.x. si riferisce alle parole “museum”, “art”, “x”, laddove “x”, incognita, indica l’arte grafica che, essendo spesso la meno studiata fra le arti canoniche, merita un importante approfondimento rivolto al pubblico di fruitori. Un museo, quindi, dedicato all’arte grafica. Col termine “grafica” s’intende quel settore della produzione artistica orientato alla progettazione e alla realizzazione di prodotti di comunicazione visiva e, in particolare, il graphic design (progettazione grafica) e la grafica d’arte (o grafica storica).

Il m.a.x. museo si trova in prossimità del Cinema Teatro, dello Spazio Officina e del CIAG, Centro Internazionale d’Arte e Grafica, posizione che permette di creare un’interrelazione tra le principali strutture culturali di Chiasso e, nel contempo, di costituire l’importante Centro Culturale Chiasso, sede di contenuti espositivi e teatrali di respiro internazionale.
La programmazione delle attività dello Spazio Officina riguarda, più in generale, le arti e la cultura contemporanea, rivolte alla sperimentazione e al work in progress, pur rimanendo strettamente aderente alla vocazione del m.a.x. museo.

Il Centro Culturale Chiasso, il 3 aprile 2019, ha ricevuto un prestigioso riconoscimento, a Zugo, da parte della Fondazione Svizzera per il Premio Doron. Il premio, assegnato con la laudatio di Isabelle Chassot, direttrice dell’Ufficio federale della cultura (UFK), è stato conferito per “l’eccellente offerta culturale” promossa dalla città di confine.

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Il museo

Opera degli architetti Pia Durisch e Aldo Nolli, il m.a.x. museo si distingue per spazi ampi, luminosi, neutri e semplici, in modo da lasciare la massima visibilità ai contenuti. Gli architetti lo hanno progettato pensando ad esposizioni specificatamente legate alla grafica e al design.
La facciata del m.a.x. museo è una vasta vetrina translucida. La sera l’intercapedine della facciata rende visibile l’interno e si illumina come una sorta di “lanterna”.

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