Cinema Teatro

Teatro

26.03.2017

20.30

adattamento teatrale e regia Marco Baliani
scene Mimmo Paladino
costumi Alessandro Lai
con Stefano Accorsi e Marco Baliani
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

Liberamente tratto da Orlando Furioso di Ludovico Ariosto

 
 

Stefano Accorsi e Marco Baliani di nuovo insieme a giocare con i versi dell’Ariosto, dopo l’esperimento del Furioso Orlando del 2012, un successo teatrale che – a differenza di questo secondo “capitolo” – vedeva Baliani solo in veste di regista. Lo spettacolo debutta il 19 novembre 2013 al Teatro della Pergola di Firenze.

La giostra è quella dei cavalieri paladini e maomettani che duellando, amando, scontrandosi e scornandosi, tradendo e infuriando, girano in tondo come figure di una macchina giostrante apparendo e scomparendo a seconda del girotondo che il gioco impone.
Giostra è l’intera impalcatura dell’Orlando Furioso, un girovagare ciclico, rotondo, fiabesco dove le storie principiano a girare guidate dalla musica delle parole in rima e di colpo si interrompono, si perdono, restano sospese, in attesa del prossimo giro, ritrovando il bandolo perduto, riprendendo il filo del racconto.
Giostra è la sarabanda di parole, sempre cercate in rima, con cui vorticano e volteggiano, nel gioco antico del teatro, mondi, paesaggi, personaggi, sentimenti, passioni, furie e tradimenti.
A susseguirsi sulla giostra dello spettacolo sono dapprima Angelica e Orlando, poi Bradamante e Ruggero, coppie di amanti in fuga e in continuo inseguimento, ogni giro di giostra porta avanti un pezzo della loro storia per poi lasciare la prossima rotazione all’altra coppia.
La posta in gioco è l’amare e l’amore, amore braccato, tradito, sbagliato, amore amato, dimenticato, sempre ostacolato, finché di rosso si tinge la giostra per l’amore infuriato di Orlando da gelosia posseduto.
Stefano Accorsi e Marco Baliani saltano su e scendono giù dai cavalli in corsa nella giostra (e cavallo alato è l’ippogrifo stregato) in un ludico e ironico carosello di corpi e voci, dandosi l’un l’altro a volte la spinta dell’abbrivio a volte l’inciampo dell’ostacolo, cambiando modi e toni del parlare, narrando, monologando e dialogando.
Stefano è il cavalier narrante che tiene le fila dei tanti percorsi, incarnando in mutevole trasformismo tutti i personaggi, giostrando da par suo con sentimenti e passioni, risa furia e pianti in ciel volando tra delusione e incanto.
Marco è un folletto saltellante che commenta, insinua, interrompe, suggerisce e spiazza, entrando e uscendo dalla tessitura del racconto, girando in tondo come un jolly errabondo.
 
https://youtu.be/acM6Ue0n-6A